Bea e Filippo

Bea e Filippo

domenica 13 gennaio 2013

Creatività culinaria

Moglie in cucina alle prese con i peperoni. Spiros (vincitore di Masterchef) suggerisce, per togliere facilmente la pelle, di scottarli al forno e poi di metterli per qualche minuto in un sacchetto di plastica.
Variante di mia moglie, per velocizzare i passaggi, peperoni in forno NEL sacchetto di plastica....
Secondo voi che cosa è successo?

giovedì 10 gennaio 2013

Quadro di Famiglia!


Eccolo! 
Il Nostro Quadro di famiglia!


L'idea è venuta a mia moglie... lo ammetto su certe cose ha la vista più lunga.
Un nostro amico è un Writer molto bravo. E' pure famoso in quel mondo, che non conoscevo. Ma non è un semplice "graffitaro"... sta portando le sue creazioni oltre i muri, oltre la strada. Di più. Oltre le bombolette e i pennelli (se li usa) esplora forme espressive e creazioni che hanno una dimensione spaziale ed un uso di materiali diversi. Ecco che nascono dei "quadri particolari": a più dimensioni, dove i colori e le creazioni si intrecciano verso orizzonti artistici originali, mantenendo la lettera come cifra espressiva principale. La lettera che acquista senso nel suo emergere dalla creazione e suscita emozioni nell'armonia dei colori che la esaltano. ... a me piace guardarli così!
Se volete conoscerlo, ammirarne o esplorare la sua espressione creativa e la sua abilità lo trovate qui Matteo253. Non ho le competenze per valutarne il livello artistico, ci penseranno altri, ma per me è molto bravo. E mi piace quello che fa, che crea.

Ma torniamo all'idea di mia moglie. 
Da tempo aveva in mente di commissionare un "quadro di famiglia", ogni tanto le nascono queste voglie.... La assecondo e provo a chiedere ai vari Leonardo, Raffaello, Caravaggio, Piero della Francesca. Che delusione: le loro proposte artistiche non incrociavano le nostre intenzioni. Per loro il quadro di famiglia significava  rimanere in posa un paio di mesi, con costumi improbabili...  Come cavolo facevo a tenere fermo Filippo? Lasciamo perdere. E poi pretendevano parcelle in nero con monete tipo il ducato, lo scudo. Vabbè, abbiamo lasciato stare.
Non parliamo poi di Picasso o Van Gogh. Me li avevano proposti come il non plus ultra, ed ero fiducioso. Ma il primo ci ha presentato un bozzetto con le teste quadrate, le mie braccia incastrate sotto le gambe di Beatrice.. l'altro ci ha piazzato in un vaso di girasoli: suvvia fossero state almeno stelle alpine! Ma come si fa? Ero scoraggiato.
Si era sul punto di rinunciare, optando per la classica macchina digitale: una bella foto ingrandita! Discorso chiuso! Tutti felici e contenti.
Un giorno però Matteo ci invita ad un suo allestimento, con aperitivo annesso e gratis. Riesce ad andarci solo mia moglie - che caso -  e rimane colpita, non dai cocktail. 
Ed ecco l'idea: niente foto, niente ritratti classici o impressionisti. Il quadro di famiglia dovrà essere di lettere., e Matteo l'artista designato.
Le iniziali dei nostri nomi il soggetto principale: i colori, la disposizione, le forme, i materiali e i toni della creazione in mano all'Artista. Le iniziali dei nostri nomi saranno i nostri "volti", le nostre storie: insomma la nostra famiglia!
Matteo accetta e dopo pochi mesi ecco che il risultato viene accuratamente appeso alla parete del nostro salotto!
Bellissimo! Ci rapisce da subito: i colori scelti, la composizione e i materiali della creazione, lo stile. 
La scelta delle frecce azzurre che legano quelle iniziali per trasmettere il senso di unità (ma il significato si può allargare a molto di più: l'andarsi incontro, il ritorno e l'abbraccio, chi più ne ha più ne metta: le creazioni generano libertà. E sono belle proprio perché aperte a più significati). Gli schizzi bianchi e azzurri (con il tocco di nero.... rimando calcistico a me molto caro...) che a me dicono diversità che si integra. Unicità che arricchisce. Quelle iniziali allineate, spigolose e armoniche: la nostra famiglia!
Anche i bimbi lo adorano, e tutti ne siamo orgogliosi.
Abbiamo il quadro di famiglia!
Grazie Matteo!







mercoledì 9 gennaio 2013

Milanese o Valtellinese?

Ore 7.50, Beatrice si sta vestendo per andare all'asilo. Toccherebbe anche a Filippo, ma lui preferisce giorovagare per la casa in mutande... di vestirsi manco a parlarne.
Esamino la situazione e decido che devo uscire presto... e delego alla paziente mamma (... si fa per dire) l'impresa, e mi preparo rapidemante per svignarmela.
Per inciso: oggi l'abbigliamento era d'obbligo (e facile). All'asilo era in programma la festa d'inverno per cui i bambini dovevano indossare una maglietta bianca e possibilmente dei pantaloni grigi.
... mi preparo, torno in cameretta a salutare e vedo Beatrice che indossa la maglietta bianca, dei fuseaux grigi e una gonnellina bianca di quelle tipo di raso tutta svolazzante... dono di un'amica di mia moglie. Vabbè, non commento. 
Tipo questa ma bianca
Fatto sta che istintivamente dico a Bea: "Mica vorrai andare all'asilo così? Questa gonna è per giocare, non per uscire...". M'è scappata di botto, così. Checcipossofare?
Beatrice mi guarda, si lamenta un po' e s'azzittisce.
Sto per uscire e sento che sussurra: "Mamma, papà è valtellinese, e quindi non le capisce certe cose vero? Noi che siamo milanesi è vero che possiamo andare in giro così?".
Rimango senza parole. Me ne vado... in fondo avevo fretta.

Razionalizzo. Ci penso. Rifletto. Mi intristisco. Mi deprimo.
Sono stato pugnalato alle spalle da mia figlia! E devo capire che cosa frulla nella sua testa.

E mi ribello...

Punto primo: l'associazione concettuale "Valtellinese=non capisce" è chiaramente un tentativo di condizionamento socio-urbano improprio, fuorviante e  da combattere da subito. E' in atto un attentato, o comunque una campagna denigratoria, verso le capacità cognitiva di chi proviene dalla Valtellina (montanaro per antonomasia)... scorgo lo zampino malefico di quella mangia smog di mia moglie (o "sciuscia nebia", come si dice da noi in Valle). Devo andare a fondo: che stia nascendo un'associazione anti Valtellina tra le mura di casa?
Punto secondo: "Noi che siamo milanesi...". Noi chi? A parte, cara Bea, che sei residente a Bresso. Comune della periferia Nord di Milano. I milanesi ti schifano, anche se hai il Parco Nord, non hai problemi di parcheggio, non devi fare la coda in comune per qualsiasi problema, hai dei vicini che ti salutano e si accorgono che esisti, hai trovato posto al nido comunale ecc. Ergo non sei Milanese. Rassegnati. E non lo sarai mai al 100%, perché tuo papà è montanaro: tiè! E poi se essere Milanese significa poter indossare quella gonna, che vantaggio ne hai? Fattelo spiegare dalla mamma, tanto desiderosa di tornare ad abitare a Milano.
Punto terzo: papà è Valtellinese e se ne vanta... e comprende molte cose, forse anche più di quelle che i milanesi credono. Quando crescerai te le spiegherò.

Per fortuna c'è Filippo. Quest'estate in Valtellina una vicina di casa di mia mamma, passando col proprio nipotino dice: "Matteo, guarda che c'è Filippo, anche lui è Milanese come te!". Filippo, la osserva con una certa irritazione e ribatte:"Io non sono Milanese, sono Valtellinese!". Orgoglio di papà!

Se mi capiterà di viziare un po' di più il maschietto di casa non accusatemi di favoritismi. Non sono di parte, sono loro che sono Milanesi....

venerdì 4 gennaio 2013

A volte ci vuole...

A volte è fortuna (culo...in gergo). A volte semplicemente un'insieme di combinazioni propizie. In altri casi, invece, gira tutto storto. Premesse ottime, risultato pessimo.
Entrambe le situazioni sono accumunate da un fattore: i programmi, le previsioni, i piccoli progetti, le intenzioni raramente si realizzano. L'imprevedibilità la fa da padrona. Nel bene e nel male.
Lo scorso anno ad esempio ogni uscita alpina sulla neve è stata il regno della sfiga. Filippo si è sempre ammalato (il sempre non è un eufemismo)... e dulcis in fundo Bea a carnevale s'è beccata la varicella. Se non erano le malattie ci ha pensato il tempo. Il vento, la neve, il gelo... e il caldo: quando i bimbi stavano bene la neve s'era sciolta!
In queste vacanze invece Montezuma pare essersi preso una pausa. Tutto è girato per il verso giusto.
Esagero: proprio tutto! 
Tutti in salute... neppure un raffreddore. Tempo stupendo: impreventivabile in questo periodo. Sole, cielo limpido, temperature accettabili... quasi fuori stagione.

Bambini rilassati, con la voglia di fare. Certo Pippo qualche capriccio lo ha piazzato... mica aveva voglia di fiondarsi ogni giorno sulle piste... "Papà, non posso sciare tutti i giorni... se no cado"... E' un furbetto. In fondo m'assomiglia un po', neppure io sono un fanatico degli scarponi ai piedi.
Beatrice invece è stata sorprendente. Oltre le previsioni e le attese (soprattutto della mamma).
Con le amichette se messa di buona lena e via. Da sola sullo skylift, nessun timore sulla seggiovia. Spensierata e nel suo mondo, ma padrona degli attrezzi... brava, senza paure. Senza lamenti. Non sembrava vero. Sciava cantando. "Papà canto perchè se è ripido, mi distraggo e non ho paura". Beata innocenza...
E le serate allietate da ottima cucina casalinga (la nostra), dall'amicizia, dalla serena tranquillità senza nessun tipo di pressione... il lavoro è stato rigorosamente posto fuori dalla porta. Ed è rimasto lì, senza disturbare. Che pace!
Ho pure riprovato, dopo circa vent'anni, a giocare a monopoli... non sono un gran stratega, è vero, ma Bea con i dadi ha un fondello spaziale. Tanto da farmi rosicare, e tanto!
Il sonno. E no che non ti dimentico. Finalmente (e sottolineo finalmente) sei tornato. Ininterrotto, il più delle volte. Da non credere.
Giorni volati e la fantomatica Befana è alle porte a richiamarci la ripresa del quotidiano.
Ma questa volta riparto soddisfatto.
Vedo le prospettive. I bimbi che crescono aprono un sacco di possibilità. Questo  mi piace. Mi piace molto. Non sono solamente destinatari di premure e attenzioni, ma cominciano finalmente a gestire qualche momento in autonomia, a seguirti, a farti immaginare un ventaglio ulteriore di attività che con loro sarà possibile fare. Il loro grado di interazione finalmente va decisamente oltre il bisogno... è una grande conquista. Per loro e per me.
Si alza il livello e la sfida diventa davvero più affascinante. Interessante.
Questi giorni, così positivi, mi hanno regalato queste prospettive.
Cara Befana, porta pure via le feste...
Il resto lascialo stare, mi raccomando, mi serve per divertirmi ancora per un po'! 

lunedì 31 dicembre 2012

Buon 2013

Buon Anno Nuovo a tutti!

Un semplice augurio: che sia sereno e dolce come lo sguardo di Filippo!


venerdì 28 dicembre 2012

Diventare Padre

Oggi sono ospite e chi mi ha  aperto la porta del suo Blog è Ipadmamma.

Il suo è un Blog molto ricco, con tante finestre che si aprono sui mondi della famiglia, della società, di quanto appartiene al mondo femminile... e maschile. Il suo Blog è un'avventura coraggiosa, bella e sono certo vincente!

La ringrazio per l'opportunità... scrivere "in casa d'altri" è sempre un mettersi in gioco.

In questo caso, grazie a lei, sono "tornato un po' indietro" a riguardare questi anni... a cercare di riflettere su che cosa abbia significato per me diventare padre. Un mini percorso del passato e del presente rivolto al futuro.

Una riflessione che, se vi va di leggere, tovate  qui. .


giovedì 27 dicembre 2012

10x10: dieci piatti da dieci minuti

Ecco il mio regalo!
Mia moglie mi ha messo "in pasto" a loro.
Una super lezione di cucina. Di quelle dove si deve ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.
In fondo mia moglie fa marketing. Ne capisce.
E' il risultato (impara a fare 10 piatti!) che conta... imparare molto e in fretta.
E se poi risparmi tempo ancora meglio.

Non me lo aspettavo... e mi domando: è un monito?
La mia cucina è così scarsa?
Oppure è fiducia nella mia capacità di apprendimento  culinario?
O forse che in casa nostra sono l'unico che merita investimenti in questo settore?

"Magari ti piace e poi fai pure le altre lezioni"...
In effetti il calendario offre un programmino mica male...
E le due "insegnanti" mi sembrano belle toste...
Ma ritorno al dubbio iniziale: che messaggio mi ha voluto lanciare la mia dolce metà?
E' attenzione ai miei più profondi desiderata o una sentenza dentro "la carta regalo".
"Caro in cucina ci stai e starai tu!"

A caval donato non si guarda in bocca: lo si prende per quel che è. Un dono.
Le implicazioni, recondite o meno, sulla vita familiare le lasciamo ai posteri...

Ops... stasera che cucino?


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