Bea e Filippo

Bea e Filippo

mercoledì 21 agosto 2013

... parla la grappa

Mi ero ripromesso di scrivere.
Quest'anno lo volevo fare davvero.
Ero certo di riuscire a descrivere i giorni di vacanza con i bimbi.
Un po' di cronaca... ci tenevo.
Mi sono detto: quando vanno a nanna, appena cala il silenzio mi dedico al Blog.
Non ce l'ho fatta. 
Ho toppato anche sta volta.
Bea In cima!

Lasciamo perdere il momento in corso... questa sera scrive la "grappa alla liquirizia", non sono io. E' lei a muovere "penna virtuale" e pensieri,

Non ce l'ho fatta perchè alla sera stramamazzo a terra ... e mi fiondo a nanna il prima possibile...

Il fresco della montagna ha riattivato tutto d'un colpo mia moglie... l'è venuto il trip del "trekking compulsivo".

Non s'è fermata un minuto, e anche il tempo - sempre bello - non ha inibito nessun programma.

Camminate, arrampicate, balconate, salite, discese, ... fai lo zaino e disfa lo zaino. Borracce, panini, spuntini.
E quando il percorso è troppo duro per i bimbi, lei  - con l'amica  - fa la strada seria, quella più dura (fisicamente, intendo). Io (e il marito dell'amica e il resto della truppa) quella più facile, adatta ai  bambini....
"Papà, mi porti?", "quando arriviamo?", "ho sete, ho fame, ho caldo, ho freddo, mi fanno male le gambe, sono stanco, mi scappa la pipì, ecc...." ...
Ebbene sì, la strada più semplice.
Mi sto ancora chiedendo perchè alla fine i più stravolti siamo smpre stati noi mariti... vabbè!

Ma lasciamo stare, parla la grappa.

Però... il però stavolta c'è: me la sto godendo!!!

A presto!

venerdì 9 agosto 2013

Ferie e speranze

Pronto. Sì, sono pronto a partire.
Tutto in rampa di lancio.
Stasera "recupero" moglie e bimbi che ritornano dal mare e da domani ci si trasferisce in montagna.
Circa tre settimane.... le aspettavo.
Me le immagino da un sacco di giorni.

Saremo in compagnia di amici, come ogni anno.
Bea e Filippo sono più grandi e quindi i contorni del possibile si allargheranno.
Una notte in rifugio? Ma sì, stavolta si può fare.
Qualche bella camminata un po' più performante? Ci sta!
E poi un po' di interazioni serali con il folklore alpino ci sarà certamente concesso.

So che faremo un sacco di cose.... magari alcune saranno  le stesse degli altri anni.
Ma sono diversi i bambini, siamo diversi noi, è diversa anche la compagnia...

Ho voglia di queste ferie, di questi giorni di distacco.... 

Ma soprattutto vivo la speranza che al rientro possa trovare qualcosa sia diverso.
Mi piacerebbe rientrare trovando attorno uno spirito diverso.... meno rassegnato, meno triste.
Vorrei ascoltare condivisioni di qualcosa che ricomincia a funzionare.
Mi piacerebbe essere parte di un risveglio reale dove al primo posto ci siano prospettive e non problemi da risolvere, o crisi ulteriori da superare.
Vorrei che la ripresa non riguardasse solo i numeri, ma anche le persone: alleggerite da ansie, preoccupazioni, disagi più o meno grandi.
Mi piacerebbe si rimettesse al centro il futuro, quello che va riconsegnato a chi cresce e oggi non si rende ancora conto che chi lo ha preceduto lo ha barattato col proprio presente...

In queste ferie spegnerò molti pensieri per riaccenderli a settembre.... e vedremo se saranno contrnti di ciò che ritroveranno.

.... gli altri pensieri sono quelli che ho scritto qui , lo scorso anno... proprio prima di quelle ferie.
In fondo molto ritorna e si riconferma.

Cari amici Blogger un saluto!


martedì 6 agosto 2013

Me la godo? ... un po' sì e un po' no...

Sono solo. Moglie e bambini al mare (dai miei suoceri).
Io alle prese con l'ultima settimana lavorativa.
Sono solo a casa... non ho vincoli: di orari, di faccende più o meno urgenti... 
C'è silenzio. In certi momenti è irreale.

I miei amici mi dicono: goditela! Dura poco...
In effetti. Venerdì ci riuniamo per andare in montagna.
Me la godo. Faccio ciò che mi pare.
Mangio schifezze. Non rifaccio il letto.
Tratto la casa come rifugio e non come bene da abitare.
Guardo la TV col rammarico che lo sport in agosto è drammaticamente troppo poco.
Programmo uscite (una birretta qua e là) con amici...
Insomma sopravvivo con un discreto margine di serenità.

O non me la godo? ... nel senso etimologico del termine, intendo.
Ogni tanto penso di essere fatto male: da una parte riconosco l'unicità di questi momenti.
Mi capita pure di desiderarli. Un po' di pace. Un po' di attenzione verso me stesso.
Il non avere vincoli per o doveri temporanei.
Il poter mettersi al centro un attimo col tempo tutto per sè.
Dall'altra quando mi ci trovo in mezzo vivo una sorta di disagio latente.
I mille micro progetti che mentalmente mi ero costruito per ottimizzare la solitudine, alla fine evaporano, in poche cose.... spesso fatte pure con pigrizia. 
Non sono sensi di colpa. Questo lo decodifico.
Ma un disagio da "lontananza"... che c'è, e quatto quatto mi rode dentro.

Sopravviverò. Lo so. Pure serenamente.
Senza scossoni esistenziali o drammi di coscienza.
Sopravvivo e bene (alla fine), ma più passa il tempo, più scorre questo tempo, sempre di più questi distacchi, seppur brevi, rimangono distacchi.

Alla fine negli affetti, i miei affetti, amo starci immerso.
Tempo fa scrivevo (a me stesso soprattutto) sulla libertà, e ne confermo i contenuti.
E' quella libertà che mi fa sentire bene quando sto con chi amo.
E' quella libertà che in fondo rende sempre meno attraente, nel mio vivere, la solitudine.
Non un dramma, per carità, ma neppure una una botta di vita.

Ancora quattro giorni.
Me la godo?
Un po' sì e un po' no....
Ma va bene così!




venerdì 2 agosto 2013

Giù la maschera!

Siamo nel bel mezzo dell’estate. Fa caldo. Tanto caldo. Milano lentamente si sta svuotando. I pensieri rincorrono, in modo sconnesso, doveri del presente e desideri delle prossime settimane.
L’indolenza del pre-ferie porta il mio animo ad indagare con l’intelletto gli orizzonti esistenziali del mio essere uomo, papà, essere umano…. Ma anche marito … e maschio.
Tutto sul piatto dell’analisi: accartocciata in  tortuosi inciuci della mente e dello spirito. Il tutto per scovare orizzonti di senso a questo procedere ardimentoso nel vivere quotidiano.
Per fortuna ogni tanto ci si imbatte in piccole perle: lampi di luce in un orizzonte sfuocato.
Pensieri che sanno brillare nella loro semplice, e pregnante nello stesso tempo,  capacità di dar voce ad un mondo troppo spesso dimenticato o emarginato: quello dei maschi.
Nel tempo delle pari opportunità, delle quote rosa, dell’emancipazione ormai raggiunta, dell’evaporazione inesorabile del mito del macho e della disintegrazione dell’autorità maschile e paterna… bhè in questo tempo c’è ancora chi ci crede.
Crede nella dialettica della differenza.
Crede nella possibilità che il genere non venga annacquato in uguaglianze pretestuose.
Crede che la mascolinità possa essere riaffermata partendo da quei tratti distintivi o da quelle sane rivendicazione che da millenni hanno caratterizzato una differenza ineludibile.

Ecco perché mi sento in dovere di alzare il contenuto metafisico di questo Blog.
Ad agosto si può.
Di abbandonare per una volta la “democristiana” tendenza, che spesso si impadronisce della mia penna, per condividere quanto ieri sera mi è capitato di leggere e apprezzare.
Lo faccio con spirito costruttivo, ma soprattutto con il desiderio di delimitare un territorio – quello maschile – che da troppo tempo è stato trattato come terra di conquista.
Ecco le regole che alcune menti illuminate hanno elaborato e con coraggio propongono.
E che io con umile ossequio condivido.

LE REGOLE DEI MASCHI.

1) - Le tette sono fatte per essere guardate ed è per questo che lo facciamo. Non c'è modo di modificare questo comportamento.
2) - Imparate ad usare la tavoletta del cesso. Siete ragazze robuste: se è su tiratela giù. A noi serve su, a voi serve giù. Noi non ci lamentiamo mai quando la lasciate giù.
3) - Domenica = sport. E' un evento naturale come la luna piena o il cambiamento delle maree. Lasciatelo così.
4) - Fare la spesa NON si può considerare sport.
5) - Piangere è un ricatto.
6) - Se volete qualcosa, chiedetelo.
7) - Cerchiamo di essere chiari: "Sottili" sottintesi non funzionano. "Forti" sottintesi non funzionano. "Ovvi" sottintesi non funzionano.
Semplicemente ... DITELO!!
9) - Sottoponeteci un problema solo se vi serve aiuto per risolverlo. Serviamo a questo. Per la solidarietà ci sono le vostre amiche.
10) - Un mal di testa che dura da 17 mesi è un problema. Fatevi vedere da un medico.
11) -Qualunque cosa abbiamo detto sei mesi fa non è utilizzabile in una discussione. Più precisamente: il valore di qualunque affermazione scade dopo sette giorni.
12) - Se pensate di essere grasse, probabilmente lo siete. Non chiedetecelo.
13) - Se qualcosa che abbiamo detto può essere interpretata in due modi e uno dei due vi fa arrabbiare o vi rende tristi, intendevamo l'altro.
14)- Potete chiederci di "fare qualcosa" o dirci "come volete che sia fatta". Non tutte e due le cose contemporaneamente. Se poi sapete il modo migliore per farla, potete benissimo farvela da sole.
15) - Quando possibile, parlate durante la pubblicità.
16 ) - Cristoforo Colombo non aveva bisogno di qualcuno che gli indicasse la rotta. Noi nemmeno.
17) - TUTTI gli uomini vedono in 16 colori, come le impostazioni base di Windows. "Pesca", per esempio, è un frutto, non un colore. Anche "melone" è un frutto. "Malva", non abbiamo la più pallida idea di cosa sia.
18) - Se prude, grattatevi. Noi facciamo così.
19) - Se chiediamo cosa c'è che non va e voi rispondete "niente", ci comporteremo esattamente come se non ci fosse nulla che non va. Sappiamo perfettamente che state mentendo, ma così ci risparmiamo un sacco di fastidi.
20) - Se ponete una domanda a cui non volete una risposta, aspettatevi una risposta che non volevate sentire.
21) - Quando dobbiamo andare da qualche parte, tutto quello che indossate è bellissimo. Davvero!
22) - Non domandateci mai a cosa stiamo pensando, a meno che non siate pronte a sostenere un dialogo su:
- sesso, sport, automobili.
23) - I vestiti che avete sono più che sufficienti.
24) - Le scarpe, invece, sono troppe.
25) - Noi siamo perfettamente in forma: "tondo" è una forma.

… e’ tutto qui!
Sì, non ci vuole molto.

Buone vacanze a tutti!

martedì 30 luglio 2013

Apero-Papà

Papà al Centro è un'associazione di Milano che cerca di promuovere il ruolo di Papà attivi per famiglie e comunità responsabili.
Ha promosso un'iniziativa bella, interessante e ambiziosa dal 20 al 29 settembre: Mostra gioco interattiva "Nella Pancia di Papà". Ed accanto ad essa incontri per i papà (e non solo) e spettacoli per la famiglia.
Papà al Centro è anzitutto un gruppo di papà e ieri sera ne ho incontrati alcuni in simpatico Apero-Papà! 
Il mio primo in assoluto.

Li ho incontrati perchè nell'evento di settembre (di cui parlerò in modo più approfondito più avanti) hanno pensato di dedicare un momento di incontro-confronto ai Papà Blogger.
C'era anche Federico di Vitadapapa..

Birra, qualche stuzzichino: Massimo ci ha raccontato l'evento. Speranze, aspettative, qualche ansia. Papà al Centro non è mica la macchina da guerra del MammaCheBlog... 
I papà blogger poi non sono molti.... anche se, bene o male, si difendono abbastanza bene....

Ma torniamo all'Apero-Papà. 

Mi sono divertito un sacco: rotto il ghiaccio abbiamo cominciato a calcare i terreni a noi più noti. 
I figli, le esperienze quotidiane, le vacanze, le mogli. 
Situazioni comuni, soluzioni diverse o approcci simili. 
Il sonno che manca, i nonni che ci sono o che non ci sono, lo spannolinamento in corso, il cibo,  i giochi, le storie,  le mamme (e mogli) - ma qui si passa al segreto di genere -.
Un microcosmo di scene di vita familiare viste da un gruppetto di papà: molta ironia, qualche preoccupazione. 
Tanti sorrisi e scenari comuni. 
Molta complicità: universi paralleli e intrecciati.
Due ore volate in un baleno.

Un saluto e una promessa: la Mostra Gioco, sarà un successo!
Alla prossima... care mamme stiamo arrivando!




lunedì 29 luglio 2013

Caronte e il divano

Caronte imperversa. 35 gradi, all'ombra. Afa. Indolenza indotta. La prima domenica dopo un anno - circa - senza bambini. Pace. Silenzio. Sensazioni gradevoli.
I bimbi sono al mare dai nonni. Li ho accompagnati giovedì e sono rientrato sabato sera.
Una domenica che invita al dolce far niente. Da giovane le definivo le "domeniche tipo"... manca solo il campionato di calcio.
Ciondolare cullato dall'aria condizionata e anche la permanenza in casa è quasi gradevole.
La moglie decide di andare in piscina per fare un po' di sport... io arrivo da due giorni di mare e la mia dose d'acqua l'ho abbondantemente superata.
Declino l'invito e vado al supermercato per garantire la sopravvivenza settimanale. Torno, preparo un pranzo frugale e leggero. E aspetto il rientro della consorte.
Si materializza alle 14.00.... dopo la nuotata, s'è distesa per recuperare energie e si è addormentata... vabbè, che male c'è?
Ma la partenza  del GP non me la perdo. Il resto sì perchè lei il pisolino con i motori di sottofondo non lo regge (ma non lo aveva anticipato in piscina?). 
Vabbè mi dedico a Ruzzle e a Quiz cross... caro El_Gae, sto migliorando!

Pregusto un pomeriggio relax...

"Voglio comperare un divano da mettere qui (indica lo spazio scelto...),  un 2 posti. Lo voglio comodo, perchè su questo (quello attuale scelto da lei) non dormo bene come vorrei. All'Ikea ne ho visto uno perfetto". 
Come un improvviso temporale estivo, ecco abbattersi sul mio animo rilassato, questo nefasto presagio.

Ikea, divano nuovo, 28 luglio, caldo, relax, negozi.... perchè a mia moglie vengono queste idee così all'improvviso, senza preavvisi.... perchè spuntano dal nulla quando la voglia di assecondarle è pari a zero per vari motivi? Ma lei è così: per lei la casa ha bisogno di continue mutazioni... deve essere in continua evoluzione. Pensa alle novità e poi butta l'amo. Di solito fingo di abboccare, prendo tempo con abiezioni funzionali... e riesco perlomeno a rinviare.
Ma stavolta noto che la cosa butta male... è più determinata del solito.
Mantengo la calma ma pongo alcune condizioni imprescindibili: di Ikea non se ne parla (trasporto, montaggio ecc. rendono l'operazione  impossibile). Si va, si sceglie e si compera: di iniziare un tour a caccia di un divano che deve servire solo per dormire meglio non ne ho proprio voglia!
A 5 minuti d'auto abbiamo di fatto il distretto dei venditori di divani, qualche occasione ci sarà. In più la consegna in casa deve essere una conditio sine qua non.
E se questo vuol dire spendere un poco di più me ne frego... facciamo felice la Mastercard.

Mi faccio forza e si va: due negozi. Nel primo adocchiato un divano ad hoc. Chiedo che mia moglie possa verificare la comodità da sdraiata... della seduta se ne frega. 40 minuti a immaginare la combinazioni di colori. Il prezzo è accettabile.
Nel secondo (molto più noto e pubblicizzato) troviamo una squadra agguerrita di commerciali. Siamo affidati ad una sciura sui 60 anni che quando capisce che il divano lo sceglierà mia moglie spegne ogni entusiasmo e ci sdogana indicazioni col contagocce e in modo quasi fastidioso.

Ma ormai è andata: il divano è scelto. Una settimana per focalizzare i colori e a ottobre arriverà (consegna al piano).

Per fortuna è l'ultima domenica senza bimbi...




martedì 23 luglio 2013

Sei anni! Auguri Bea!

Non tutti i compleanni hanno lo stesso peso... 
I 6 anni sono la prima piccola vetta... 
Sei anni vogliono dire scuola, una nuova fase di crescita.
Nuovi percorsi, nuove esperienze.

Cara Bea, i sei anni sono anche di più.
Sei tu che che ti avvicini a noi: chiedi di più, argomenti, discuti, ti difendi.
Sorridi e ti arrabbi.
Rivendichi e ti intenerisci.

Cominci a scoprirti bambina e ami vederti  in un certo modo.
A volte insofferente o un po' distratta...
Ma più grande, ogni giorno di più...
Vuoi le cose da grandi... perchè ti senti ormai così.
Lo capisco...

I tuoi sei anni ti rendono davvero un po' più grande...
ma son sempre solo sei... 
Il tempo non è una semplice porta che si apre 
e immette in stanze nuove... chiudendo dietro a sé il passato
è un percorso che va gustato perchè non ritorna.

Bea ama i tuoi sei anni, perchè sono i tuoi!
Gustali fino in fondo!

Auguri Bea!


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