Ma che imparino a gestirsi da soli almeno un po’ del loro tempo e dei loro spazi.
Che si abituino a costruirsi momenti che devono riempire da soli e visto che lo possono fare che sfruttino l’occasione. In fondo non è sempre possibile essere costantemente appiccicati a loro: a proporre, fare, gestire, occupare, dirimere, inventare, giocare.
Insomma dirigere ogni nanosecondo della loro esistenza.
Ma che può succedere mai?
Che si annoino? Se mai succedesse non è una pestilenza.
Che litighino? Lo fanno anche se ci sono di mezzo io.
Che facciano disastri utilizzando le cose a modo loro? Vabbè tanto la nostra casa è per natura sempre al limite del “casino cronico”.
Ma lasciamoli fare!
Ogni tanto ci vuole. Ripeto: che potrà mai succedere?
Forse che Beatrice metta Filippo sul carellino dell’Ikea e lo porti in giro per la casa fingendo di essere la guida del parco dei dinosauri? “Guarda quello è un T-Rex! Eccoci al Triceratopo”; Filippo: “Bello! Guarda che gigante!”.
O che Beatrice si metta a leggere il libro dei Barbapapà… leggere?
Si fa per dire (ha 5 anni). A inventare, grazie alle immagini, storie verosimili, con Filippo che dopo qualche minuto comincia a protestare: “No, non è così, hai sbagliato!”. E Bea risponde:” Filippo! Sto leggendo io… non è sbagliato!”.
E via di sto passo fin al cambio del libro.
Oppure che Filippo spada in “resta” insegua Bea chiamandola alla battaglia? Con Bea che giustamente fugge avendo fiutato il pericolo.
O che prendano le coperte del divano (dopo un aiutino del papà) costruiscano una tenda, anzi no: la loro nuova casa, dalla quale poter simulare una reale vita di famiglia?
O che Beatrice (sì, sempre da lei si parte… d'altronde le femmine sono troppo avanti) imponga a Filippo di giocare "all’asilo" dove lui deve fare il cucciolo e lei la maestra. “Fai questo, fai quello, stai in piedi, siediti, vai di qua, vai di là… ecc.", finché Filippo (maschio sì, ma non del tutto rimbambito) si ribella e dice: “Basta. Sono stufo di fare il cucciolo!”
(… comunque in questo caso lo rassicuro: “non ti preoccupare, questo gioco ti aiuterà a diventare un discreto marito”).
O che si mettano a ritagliare, per il loro nuovo super collage, il bollettino per pagare la tarsu: vabbè mica è colpa loro se lo avevo appoggiato nel posto sbagliato.
Ma lasciamoli fare!
La loro fantasia sa bruciare i tempi morti. Se si abituano i bambini a giocare, poi la loro gestione del tempo diventa più semplice e molto più dinamica. E, senza alcun tipo di rimorso, diventa più semplice anche la mia.
Lasciamoli fare!
Che si allenino a non annoiarsi. Ad essere ideatori e protagonisti delle loro trame!
Tanto succede sempre che prima o poi ritornino alla base: "Papà, ci aiuti a fare questo?", "Mamma, giochiamo a...".
Va bene così.
Appena si può: lasciamoli fare!
Io sono perfettamente d'accordo, io vorrei che mio figlio facesse il più possibile da solo ... è lui che si oppone! Ogni momento ha qualcosa da dire-chiedere-discutere, ogni volta gli dico che deve sbrigarsela da solo ... una lotta feroce anche perchè lui è decisamente un pensatore indipendente (ho cercato di dirlo in modo carino!) ma nei fatti non ha voglia di pensare tra sè e sè ma condividere, soprattutto con me ... sigh!
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