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Vancouver |
Lo prometto, mi prendo solo una seconda licenza storico-biografica. L’ultima (...fino alla prossima). Ma sono i pensieri che mi girano in testa in questa serata. Dopo il taglio della torta tanto amata da mia moglie (hi hi hi), ci fu un’altra giornatona in compagnia degli amici e poi, il giorno dopo, il classico e fatidico viaggio di nozze. Meta: Canada, costa Ovest. Da Vancouver ai parchi del Banff e del Jaspers, fino all’isola Victoria. A caccia di paesaggi nuovi, di orsi, balene e orche. Undici ore di volo, la mia prima volta così tanto… non passava mai.
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Il Jaspers |
Ed eccoci in Canada. Per certi versi mi sono sentito quasi a casa: fresco, pini, tanti pini, verde da tutte le parti. In una casa però molto più grande, anzi troppo grande. Il Canada: ma quanto cavolo di spazio ha? Distese infinite di boschi, strade lunghissime con tre macchine in croce: tutto grande. Le auto, i parcheggi, i lodge, i piatti di cibo, gli animali: cervi grandi, scoiattoli grandi, orsi di razze più grandi. Ghiacciai immensi, distese d’acqua in ogni angolo. Tutto grande e libero. A suo agio, al proprio posto. Silenzioso, calmo, tranquillo, lento. Quella parte di mondo così lontana, così moderna, ma così fuori dall’ordinario. La natura che confina con la tecnologia delle grandi città: si sfiorano e sembrano neppure darsi fastidio. In pochi chilometri incontri le balene, accarezzi e cervi e spii senza farti notare troppo gli orsi.
La grandezza dell’oceano che scruta l’elevarsi di montagne maestose non tanto in altezza quanto in dimensioni. Ci lasciammo avvolgere da questo mondo riconciliato con se stesso che ti permette di dormire con un’aquila da collo bianco sulla tua testa, una foca che nuota tranquilla a pochi metri nel mare che accarezza l’alloggio e una marmotta che silenziosa e placida fa la guardia perché nessuno disturbi. Tutto vero. Tutto osservato con lo stupore di chi queste emozioni, nel nostro mondo così pieno di gente, non le ha mai provate. Macinammo km con nostro Pk Ford F150 (sembrava un camion!) : mai una coda, ma un problema d’orientamento, mai il timore di perderci. Novelli sposi felici di essere insieme in quel luogo così riconciliante. L’emozione più grande: l’improvvisa comparsa di una balena a pochi metri dalla barca. Dopo tre ore di vento gelido, pioggerellina antipatica, nonostante avessimo avvistato un simpatico gruppetto di orche, un po’ delusi ci eravamo rassegnati a non vedere balene. Invece ad un certo punto ecco lo schizzo d’acqua e la coda che si alza imperiosa! Uno spettacolo.


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