Il generale grado di complessità che genera tutto il contorno di una vacanza trascorsa per la maggior parte del tempo su una superficie sabbiosa e al caldo, induce in me un senso di fastidio difficilmente controllabile e alla lunga poco sopportabile.
Ma questo è una specie di dato quasi agiografico sul quale non vale la pena soffermarsi troppo.
Il rientro è avvenuto. La prima settimana di ferie è alle spalle... e si aspetta agosto per quelle lunghe.
Una settimana volata... senza pause.
Una settimana tutti insieme finalmente.
Ed è questo che mi rimane dentro, molto più del fastidio della sabbia (per fortuna). Riuscire a stare con i bambini per sei giorni di fila, condividere con loro ogni momento da mattina a sera.
Osservarli. Parlare con loro. Giocare. Sedare litigi. Stare e stare con loro. Questa è la vera novità della vacanza in famiglia.
Durante l'anno il tempo passato con i bambini è davvero ridotto e diverso: pochi attimi al mattino, qualche ora la sera, il fine settimana spesso incastrato in attività necessarie o accessorie. E' un tempo diverso, scandito più da appuntamenti che da condivisioni.
La vacanza offre questa opportunità: il tempo con loro. Tutto il tempo con loro.
(non cito il tempo con la moglie... ma in fondo vale la stessa cosa anche con lei...).
Quello che è sfuggito prima ora si rivela... si ha il tempo di vederlo con chiarezza.
Di confermarlo, di pensarci sopra.
La vacanza è svago, riposo, scoperta, novità... ma con i propri figli diventa anche conoscenza, rivelazione... un insieme di sorprese e dubbi. Ho sempre pensato che è il tempo libero a rivelare meglio l'identità di una persona: l'assenza di sovrastrutture permette visioni meno offuscate. In vacanza è stato un po' così.
Bea ha quasi 6 anni: comincia a rivelare sicurezze nuove e insicurezze inattese. Mizze... in certi momenti provoca conflitti e confronti accesi. Non molla facilmente. Ironizzo sostenendo che "è femmina", ma pensavo che certi atteggiamenti cominciassero a palesarsi verso i 12/13 anni, non a 6. Sa essere tenera e remissiva ... e poi le passa in fretta. E' più timida di quanto pensassi e restia alla socializzazione, almeno all'apparenza. Un misto di determinazione e insicurezza che non avevo ancora messo ben a fuoco.
Ride e fa sorridere. Se vuole rompe alla grande... ma ha la scusa dell'età.
Mare o montagna non importa (purché al mare ci si stai la max una settimana...), la vacanza è un'opportunità unica: è la parziale riconquista di una prossimità più intensa con i propri figli.
Senza gli schemi della vita di tutti i giorni diventano più chiare le inclinazioni, i desideri, le passioni, gli angoli grigi e quelli chiari...
In fondo, oltre a tutto quello che porta naturalmente con sé, la vacanza può diventare un interessante esercizio di conoscenza e di relazione più profonda.
Vacanza come accoglienza di novità.
...ma soprattutto un'opportunità. Appunto.
Mi paiono comunque due età buone per le vacanze insieme. Vedo anche io che ogni anno che passa aumenta l'occasione e diminuisce il carico. O forse sto facendomene una ragione
RispondiElimina... il carico oggettivamente sta calando... sperem!
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