
Amo i musei "classici", le mostre di chi conosco. Amo l'architettura delle cattedrali, dei palazzi storici. Sono meno rapito dalle esposizioni moderne. La Triennale non è il mio ambiente, mi trovo più a mio agio a Brera. Mia moglie dice che non "capisco". In fondo è vero! Mi adeguo.
Sabato comunque mi toccava Kandisky. Mostra a Palazzo Reale a Milano: prenotata visita guidata per bambini. In questi casi la lascio fare. Non mi ci metto in mezzo perché non voglio inibire il suo spirito d'iniziativa. Inoltre sono convinto che se vissuta bene per i bambini l'arte è pur sempre un'esperienza interessante.
Il dubbio preventivo c'era: Kandisky ai bambini? Come lo si spiega? Non è che si romperanno le scatole?
In più m'è scappato l'occhio sui costi. La visita guidata per bambini in gruppo prevede per il bambino 4-5 anni un costo di 9 euro, dai 6-10 anni 15 euro e l'adulto 17 euro.
Mi permetto un appunto. In questo modo si ottengono sicuramente due cose: si scoraggiano le famiglie ad avvicinare i bambini all'arte e si induce un messaggio oggettivamente perverso: l'arte che assume di per sè un alone di inutile elitarietà.

Ma torniamo alla visita.
Puntuali alle 14.00 la guida riunisce un gruppetto di 15 bambini con genitori annessi. Una giovane signorina brillante comincia a condurre i bambini verso il percorso della mostra. Lo schema è semplice: attorno al quadro prescelto narra il percorso artistico di Kandisky: lo spiega con semplicità, e con grande abilità. Mai banale. Riesce a far parlare i quadri creando una vicenda che intreccia la vita del pittore e il suo percorso artistico. Mi colpisce l'attenzione dei bambini. Vedo Filippo, 4 anni, che osserva, interagisce, ammira. E' coinvolto. Da Bea me lo sarei aspettato, Filippo mi stupisce.
A parte la presenza dei due secchioncelli (bambini che per indole più che Kandisky avrebbero bisogno di attività agricola pesante... lo so sono un po' cattivello...) tutto domande (inutili) e racconto autoreferenziale della propria vita per dimostrare che Kandisky alla fine ne ha "fatte meno di me", comunque ben gestiti dalla guida, la visita si rivela una sorpresa. Quasi un'ora e mezza senza lamenti, senza "quando finisce?" o "sono stanco". Sorprendente davvero!
Pure io riesco a lasciarmi coinvolgere da questo artista. Ne osservo i dipinti con sguardo diverso nonostante non riesca a comprendere fino in fondo il perché diventi così artistico "rappresentare quello che non si vede" attraverso una tecnica che all'apparenza di artistico sembra avere così poco... ma questo è un altro discorso.
Alla fine i volti di Bea e Filippo esprimono soddisfazione! se la sono gustata.
Ringrazio la guida a cui riconosco una dote speciale: quella di aver dimostrato oltre ad una professionalità evidente, una capacità di coinvolgimento ammirevole.
Silvia confabula con un addetto.... "Per Klimt quando potremmo venire?"...
anche io mi sono stupita le prime volte che ho coinvolto i bimbi in mostre-laboratori...ci speravo e devo dire che quando sono laboratori ad hoc per i bimbi si esce sempre soddisfatti...bimbi e genitori che si sono potuti dedicare un pò a loro stessi immersi nelle bellezze dell'arte... se ti può interessare questo sito pubbicizza varie attività soprattutto nel nord Italia....http://kidsarttourism.com/
RispondiEliminaGrazie del consiglio!!!
Eliminaprenotato (con i coupon!) per domani sera. regalo pasquale alle nonne. mio figlio (8 anni) ha detto "ma devo proprio venire?", mia figlia (4)ha ribattuto "allora vado io al posto tuo". vedremo...
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