Bea e Filippo

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giovedì 28 marzo 2013

L'appello di Marzia... per tutti!

Oggi non ho resistito a condividere, non semplicemente come link da leggere, ma come vero "spazio di sosta", come contributo che ci deve scuotere, quanto scrive Marzia nel suo Blog, L'ascia sull'uscio.

Essere genitori è un'esperienza praticamente universale ... essere genitori dei nostri figli è sempre un caso unico. Sempre. 
Ogni storia è a sé. 
E milioni di storie hanno caratteristiche non generalizzabili, non giudicabili. 
Forse dovremmo tutti ricordarci che il "diverso" siamo noi. Perchè l'identico non esiste!
Che il buono, il semplice, il giusto, il  "si fa così", il buon senso, non è detto che sia universale, ma che si alimenti spesso di una soggettività non necessariamente applicabile ad ogni situazione.
Un sacco di esperienze hanno semplicemente bisogno di amicizia, vicinanza e  affetto.
Il resto sono i pezzetti dei manuali che spesso guardano le esperienze dall'alto in basso senza preoccuparsi di decodificare né riconoscere quanto di misterioso e di bello possa librarsi, alla faccia di stereotipi un po' ammuffiti,  dall'animo umano: che sia quello di un bambino o che sia quello di un genitore.

Marzia, grazie per questa condivisione e Buona Pasqua!

La prima parte del suo Post la trovate QUI

Ci sono figli che richiedono di più, che fanno fare più fatica, che portano più dubbi e che fanno a pezzi i manuali del "buon genitore".

Questa affermazione è ovvia per chi ha più figli e uno risulta più impegnativo di tutti gli altri insieme.
Ed è ovvia per chi è alla ricerca della sua "giusta" definizione, come me.
Ma sono sicura che non è facile per tutti comprenderlo, non per cattiva volontà ma per mancata esperienza.
Ed è a questi genitori, nonni, insegnanti, vicini di casa, ecc. che oggi rivolgo un accorato appello.

Ci sono bambini che tirano fuori contemporaneamente il meglio e il peggio di noi.
Ci sono genitori che reagiscono per sopravvivenza e per autotutela, non perché quello sia il miglior stile educativo.
Ci sono bambini che stanno sempre oltre, sia nel fare sia nel distruggere, per i quali la normalità assume significati imprevisti.
Ci sono genitori che lottano per un equilibrio diverso per il quale non sono stati preparati.

Ci sono famiglie - come la mia - dove la quotidianità è fatta più di lotte che di pace, più di scontri che di incontri.
Famiglie forti, sane, piene di volontà e di amore. Come molte altre.
Famiglie attente, presenti, informate, unite. Come molte altre.
Solo che talvolta ci sentiamo illuminati e non sono i riflettori della ribalta ma della censura.
Lo so che siamo l'elemento disturbante delle riunioni familiari.
Lo so che siamo i meno attesi alle riunioni scolastiche.
Lo so che non è facile averci come amici.
Lo so che non siamo i più desiderati avventori al ristorante.
Lo so che incontrarci al supermercato o in coda alla posta può innervosire.
Però ...
ABBIAMO BISOGNO DI VOI!

Sforzatevi di non giudicare, di non pensare "a me non sarebbe mai successo", di non attribuire colpe. Davanti a voi spesso c’è un genitore che non sa davvero cosa sia meglio fare, che le ha provate tutte, che è consapevole di non essere il miglior educatore di suo figlio perché non ci capisce niente. Ci sono famiglie dove l’amore, l’istinto e il buon senso non bastano. Non bastano davvero, l'ho già detto altre volte.

Con un semplice “Tu come stai?” farete stare immensamente meglio una madre.
Con un abbraccio solleverete un amico.
Con un invito a cena (consapevole) rasserenerete una famiglia.
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