La musica non c'entra. E' semplicemente una sfida o una richiesta d'aiuto. Entrambe insieme. Vediamo che ne esce. Il Corriere della Sera, nel suo Blog in questo periodo cavalca il tema dei papà. Sarà di moda, susciterà interesse. Chi lo sa. Fatico a comprenderne un interesse così pressante, eppure è così. Dal Padre peluches di qualche mese fa, ai papà più fragili di ieri, passando per le coppie cavalluccio di qualche giorno fa. Un filo conduttore c'è: i papà di oggi chi sono? Qual'è la loro identità? Che cosa si stanno perdendo o che cosa stanno riscoprendo? ma sono capaci di essere o di fare i papà? O stanno decretando l'indebolimento irreversibile di generazioni di bimbi che non saranno in grado di affrontare il futuro? Poveri cristi... per colpa del papà.
E tutto perché questi benedetti papà, sembra non abbiano l'X Factor! Sembrano incapaci di vincere la sfida. Perché alla fine è una sfida anche quella di crescere dei figli.
Per fortuna esiste tutta una schiera si sociologi, psicologi, psicoterapeuti, giornalisti, intimisti, politologi, storici della società contemporanea, conduttori televisivi ecc. che stanno smascherando questo cortocircuito generazionale che sta colpendo i papà (le mamme vengono per ora risparmiate per ovvi motivi socio culturali).
Nello smascherare però spesso mancano le ricette: si descrive, ma non si indicano vie, percorsi o modelli. Perché non essere coerenti fino in fondo? Identificate questo benedetto X Factor: questa patente del papà tutto d'un pezzo.
Almeno uno si confronta. Capisce dove sbaglia. Si redime per raddrizzare le storture che, magari inconsciamente, sta inculcando nei propri figli.
Ma cos'è questo X Factor del papà?
Se un papà non incute timore con lo sguardo ce l'ha?
Se un papà ama giocare con i propri figli, ride con loro, scherza... va bene? O è troppo bambino?
Se un papà ascolta, dedica tempo a parlare con loro, cerca di spiegare le cose, si preoccupa - purtroppo - anche per piccole cose, perché crede che anche i dettagli siano a volte importanti, merita di passare il turno o no?
Se un papà cucina, sistema, fa la lavatrice, adora l'asciugatrice, e odia stirare quanto la mamma, è in crisi d'identità o indebolisce la categoria?
Se una papà ogni tanto ammette di aver sbagliato, di aver esagerato nel rimprovero e si scusa ce l'ha sto benedetto X Factor? O è irrecuperabile?
Se un papà è presente in casa vuol dire che è un fallito fuori? E quindi poco presentabile come figura autorevole?
Voglio vincere! Voglio il mio "mentore" che mi aiuti a lottare per questa X! La chiave del successo, quella, l'unica - anzi -, che mi permetterebbe di fare la differenza, di essere un papà d'articolo! Un papà che merita di essere definito degnamente papà, per la buona sorte dei miei figli!
Aiutatemi, se avete un po' di compassione: ditemi come conquistare l'X Factor!
Con gratitudine.