Bea e Filippo

Bea e Filippo

mercoledì 10 ottobre 2012

Figli a Tavola: fatica e opportunità!

"ho praticamente riscritto un vecchio mini post... perchè molto è cambiano... anche nella mia testa"

Parliamo dei bimbi a tavola!
Nella mia condizione  privilegiata in famiglia mi tocca cucinare. E' il papà, cioè sono io,  a spadellare quotidianamente  e i motivi  di tale privilegio sono essenzialmente due: mia moglie torna regolarmente a casa più tardi di me e, sempre, mia moglie non ama cucinare (per usare un eufemismo).
Ma cucinare per due bambinetti di 3  e 5 anni è un'avventura. Anzi a volte è uno stress...
Bisogna saper mettere insieme molti fattori imprevedibili, che rendono questo momento a volte un'incognita. E' necessario attrezzarsi in capacità strategiche e tattiche, senza dimenticare fantasia e pazienza.
Oddio, se rispettassi il loro volere mi basterebbe cucinare ogni giorni wurstel (o polpete), "stelline in bianco"(o pennette), carotine crude e, al limite, alberelli per Filippo e cipolline per Bea. Con queste pietanzhe chi li ammazza.
In fondo sono essenziali e hanno le idee chiare.
Ho l'impressione che, a volte,  per loro (il) mangiare sia una specie di perdita di tempo: tanto vale occupare quel tempo con cibi semplici e graditi. Ma soprattutto occuparlo per poco... fare in fretta è la regola.
I primi tempi quest'avventura mi pesava un sacco. Da una parte non mi sembrava giusto, per un fattore educativo, non assecondare i loro gusti e basta, dall'altra sapevo che di fronte a proposte diverse dalle attese avrei dovuto intraprendere momenti di faticoso "convincimento" almeno all'assaggio.
A tutto questo si aggiungono fattori di altro genere che rendono il processo ulteriormente faticoso: il tempo a disposizione (sempre poco...), la paura che non si nutrano abbastanza (limite oggettivo di un "ansio papà" in erba... ma sono guarito presto), l'orgoglio dello chef incompreso: ma come non possono piacere certi miei piatti?
Ma come non tentare di fornire almeno una parvenza di equilibrio nutrizionale? Ed uno stratagemma che sto adottando da qualche tempo,  che, per ora (tocchiamo ferro), sta funzionando. Discretamente...
Basta con primo e secondo (quando non ingrana il primo è un casino vero,  saltano pure il secondo tra capricci, ritorsioni ecc.), tutto è "accumulato" nel "Piatto Speciale", così l'hanno battezzato i piccoli!
Un tris con il primo, una verdura e il secondo e il tutto poi concluso con la "gara della frutta" e, se capita, il dolcino. Attenzione alla varietà, alle dosi e alla presentazione. Ma un po' funziona, anche perchè il tris è lo stesso che mangiano anche mamma e papà. E anche nel mio piatto c'è attenzione alle dosi...
So bene che non si tratta di un'invenzione particolamente originale, ma per ora si sta rivelando abbastanza efficace. Il problema però è creare un tris diverso ogni sera generando un equilibrio di sapori che si integri e che in qualche modo piaccia.
E qui scatta la pianificazione e la strategia. l'ho risolta - sono in fase sperimentale -  più o meno così: pianifico la spesa e mi creo una un provvisorio menù settimanale! Questa settimana ad esempio  i tris entrati in gioco sono stati:
1) raviolini in brodo, spinaci e polpettine (di fatto mini svizzere ricoperte di pan grattato).
2) pasta al pesto, frittatina e piselli,  - questo è andato alla grande! -
Questa sera ho programmato: 3) minestrina, alberelli (in realtà broccoli), filetto di platessa.
E domani mi butterò su risottino, carotine e bocconcini di pollo.
Confesso che le mie abilità culinare non sono un gran che, per cui qualche suggerimento mi farebbe molto comodo.... ma al di là di questo sano S.O.S., quello che mi vien da dire sul tema è questo: "nutrire" i propri figli non è una cavolata. Decidere che cosa possono mangiare, aiutarli a farlo in un certo modo, educarli ad apprezzare il momento dello stare a tavola, trasmettere il valore e condividere il rispetto di quanto si trova nel piatto... ebbene tutto questo rende questo momento da una parte una fatica (almeno per me...), ma anche una grande occasione. Un'occasione che si perde (almeno a me capita) quando stresso i bambini perchè mangino e quindi un'occasione che spesso non comprendo del tutto nella sua valenza profonda, ma che porta con sè significati che vanno al di là del semplice atto del "dar da mangiare".
A volte succede che tutto fili liscio, che si stia a tavole anche più di un'ora: i bimbi mangiano, parlano, sorridono.
Cibo (apprezzato e consumato) e convivialità: che bello!

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10 commenti:

  1. Bella l'idea del menù settimanale e che bravo che sei a supplire tua moglie! Devo rivelarti un segreto io credo di conoscere tua moglie....

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    1. daiiiiii! Sei sicura? Come mai?

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    2. Per un periodo della nostra vita abbiamo lavorato nella stessa azienda

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  2. Beh, complimenti davvero!
    Io non ho tutta questa pazienza, e sì che a cucinare sono bravina...
    Ti confesso che da quando i miei figli vanno all'asilo (uno al nido, l'altro alla materna) e quindi il pranzo lo fanno là, mi preoccupo un po' meno degli equilibri alimentari della cena. Nel senso che so che nelle mense il menù è sempre molto vario e bilanciato, per cui alla sera posso permettermi di cucinare loro quello che vogliono, privilengiando così l'aspetto relazionale del pasto, rispetto a quello alimentare.

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    1. ... pure io comunque spesso confido nell'abilità dell'asilo di dosare ed equilibrare i cibi...

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  3. A tavola più di un'ora? Forse se sommo la settimana intera :(

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    1. Certe sera e bea racconta una cosa, Flippo rispone... tra una pennetta e l'altra passa una vita... se non fan casino è pure rilassante... martedì poi è pure successo che Bea dopo il primo s'addormentasse sul tavolo (h. 20.15)...

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  4. come si svolge la gara della frutta?! a chi ne mangia di più?! mi sarebbe utile copiarla perchè se la mettiamo sulla competizione potremmo anche mangiare kili di frutta!

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    1. Dipende dal frutto:
      a: Banana, fingo di volerma magiare io e gusrdando bea la sposto verso Filippo che ne mangia un po' e viceversa. Ogni volta constato inorridito che si sta accorciando stupendomi del fatto che diminuisce..
      b. Mela, finco taglianodal a piccoli cubetti di fare due magazzini (uno dalla parte di bea e uno dalla parte di Pippo) contandone i pezzi. E sulla falsariga del precedente constato girandomi da unaparte e dall'altra che i pezzi di volta in volta vengno a mancare...
      in entrambi i casi (per ora) si divertono un sacco!

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    2. l'idea del magazzino te la rubo!

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