Bea e Filippo

Bea e Filippo

mercoledì 10 luglio 2013

Vacanza... novità e opportunità

Non amo il mare: ormai lo sapete. 
Il generale grado di complessità che genera tutto il contorno di una vacanza trascorsa per la maggior parte del tempo su una superficie sabbiosa e al caldo, induce in me un senso di fastidio difficilmente controllabile e alla lunga poco sopportabile.
Ma questo è una specie di dato quasi agiografico sul quale non vale la pena soffermarsi troppo.

Il rientro è avvenuto. La prima settimana di ferie è alle spalle... e si aspetta agosto per quelle lunghe.
Una settimana volata... senza pause.

Una settimana tutti insieme finalmente. 
Ed è questo che mi rimane dentro, molto più del fastidio della sabbia (per fortuna). Riuscire a stare con i bambini  per sei giorni di fila, condividere con loro ogni momento da mattina a sera. 
Osservarli. Parlare con loro. Giocare. Sedare litigi. Stare e stare con loro. Questa è la vera novità della vacanza in famiglia.
Durante l'anno il tempo passato con i bambini è davvero ridotto e diverso: pochi attimi al mattino, qualche ora la sera, il fine settimana spesso incastrato in attività necessarie o accessorie. E' un tempo diverso, scandito più da appuntamenti che da condivisioni.
La vacanza offre questa opportunità: il tempo con loro. Tutto il tempo con loro.
(non cito il tempo con la moglie... ma in fondo vale la stessa cosa anche con lei...).
Quello che è sfuggito prima  ora si rivela... si ha il tempo di vederlo con chiarezza.
Di confermarlo, di pensarci sopra. 
La vacanza è svago, riposo, scoperta, novità... ma con i propri figli diventa anche conoscenza, rivelazione... un insieme di sorprese e dubbi. Ho sempre pensato che è il tempo libero a rivelare meglio l'identità di una persona: l'assenza di sovrastrutture permette visioni meno offuscate. In vacanza è stato un po' così.

Bea ha quasi 6 anni: comincia a rivelare sicurezze nuove e insicurezze inattese. Mizze... in certi momenti provoca conflitti e confronti accesi. Non molla facilmente. Ironizzo sostenendo che "è femmina", ma pensavo che certi atteggiamenti cominciassero a palesarsi verso i 12/13 anni, non a 6. Sa essere tenera e remissiva ... e poi le passa in fretta. E' più timida di quanto pensassi e restia alla socializzazione, almeno all'apparenza. Un misto di determinazione e insicurezza che non avevo ancora messo ben a fuoco. 
Filippo ne ha quasi 4: è ancora "piccolo" nelle reazioni o nei capricci. E' imprevedibile nel "bene e nel male"... ma allo stesso tempo è più solare, sorridente, coccolone. Senza difficoltà si avvicina ad altri bambini, li osserva e spesso inizia a giocare con loro senza attendere inviti espliciti. Lo fa in punta di piedi e quindi è accolto senza problemi.
Ride e fa sorridere. Se vuole rompe alla grande... ma ha la scusa dell'età.

Mare o montagna non importa (purché al mare ci si stai la max una settimana...), la vacanza è un'opportunità unica: è la parziale  riconquista di una prossimità più intensa con i propri figli.
Senza gli schemi della vita di tutti i giorni diventano più chiare le inclinazioni, i desideri, le passioni, gli angoli grigi e quelli chiari... 
In fondo, oltre a tutto quello che porta naturalmente con sé, la vacanza può diventare un interessante esercizio di conoscenza e di relazione più profonda. 
Vacanza come accoglienza di novità.
...ma soprattutto un'opportunità. Appunto.










2 commenti:

  1. Mi paiono comunque due età buone per le vacanze insieme. Vedo anche io che ogni anno che passa aumenta l'occasione e diminuisce il carico. O forse sto facendomene una ragione

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    1. ... il carico oggettivamente sta calando... sperem!

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