Bea e Filippo

Bea e Filippo

martedì 7 gennaio 2014

Cose o esperienze?

Ci sono termini che non mi piacciono: sacrifici, rinunce, fatica. Non ce le dobbiamo tirare addosso.
Poi se arrivano, si pigliano e si affrontano. 
Ma d'istinto non credo al preventivo allenamento al sacrificio. Quello indotto, intendo.

E' per vero che i no esistono. I no che ci diciamo a noi adulti. E quelli che pronunciamo per i nostri figli. Non tutti i desideri sono esaudibili. Alcuni perché sono vaccate e non val la pena, altri semplicemente perché non si può. Si rinuncia sempre a qualcosa: è un atto naturale.
Ci sono limiti di vario genere: il tempo, lo spazio ... e le risorse economiche.
Questi limiti, allora, ci chiedono di scegliere.
Bea e Filippo in verità non fanno richieste esagerate. Ogni tanto la sparano: "Papà mi prendi questo? Vorrei quella cosa. Mi comperi...". Ma devo ammettere che per ora non sono né oppressivi, né esagerati.

Comunque scatta spesso la scelta preventiva. Quella nostra. Di noi genitori che anticipano una direzione rispetto a quanto concedere. La scelta che tiene conto di alcuni fattori: appunto il tempo, lo spazio e i soldi.
Dentro tutto questo c'è una regola non scritta che con mia moglie si condivide con i figli. 
Nel limite del possibile cerchiamo di offrire esperienze, piuttosto che cose.

Tutto non si può. Almeno noi non possiamo. C'è un budget implicito (e concreto) da rispettare... 
Esperienze: cose da fare, piuttosto che da possedere. Questa è la nostra idea.
Non è che alla fine i nostri figli vivano di privazioni, è impossibile.
Ma quando si deve scegliere la direzione ha una meta precisa.

Un viaggio, delle mostre, il cinema, gli sport, un giro in più .... 


... e sedersi su un Van Gogh è un'esperienza...










Chissà se lo apprezzeranno....

6 commenti:

  1. Secondo me, si. O almeno, ci spero, perché io è l'Alpmarito cerchiamo di fare la stessa scelta, per noi è per il nano.Probabilmente, però, con lui e' ancora facile perché è piccolo e non chiede molto, neppure se entra in negozi di giochi o simili.
    E poi gli oggetti materiali si possono perdere o distruggere in qualsiasi momento, le esperienze, i ricordi e le emozioni, invece, sono durature e nessuno può portartele via ( a parte la mia smemoratezza, ma vabbe').

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  2. Bravo, condivido in pieno, sono le esperienze (e le conseguenti emozioni) che fanno crescere, che formano la persona di domani, gli oggetti sono, nel migliore dei casi, dei veicoli per le esperienze, ho giusto affrontato l' argomento a proposito del Natale... E non credo neanche sia un fatto di età, ricordiamoci che certi aspetti del carattere si formano nei primi anni di vita, un bambino abituato a ricevere cose, qualunque sia la sua età, crescerà abituato in una certa maniera (non sta a me giudicare se buona o meno), un bambino cresciuto andando al parco tutti i giorni (ad esempio), per vedere, esplorare e sperimentare crescerà in un altra. Non è neanche un discorso economico, ci sono cose molto costose, penso ad esempio alle montagne di giochi con cui molti genitori barattano la loro assenza, ed esperienze gratuite come un museo, una mostra, un parco e via dicendo, mettiamola così, seguendo il tuo discorso, sono talmente abituato a determinati sacrifici da aver scoperto delle alternative estremamente valide.
    P.s.: Complimenti per tutto, ti seguo sempre!

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    1. Grazie Luca. In più io mi sono accorto che il mantenerli attivi a fare cose alla fine risveglia anche me....!

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  3. Discorso assolutamente condivisibile.
    Per esperienza, posso aggiungere che determinate esperienze, attività, gite...che a noi adulti sembrano mediocri i bambini le vivono con spirtito entusiasta e assolutamente contagioso.

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  4. Sono certa che lo apprezzano già molto, attraverso le esperienze si cresce e non con gli oggetti che si posseggono, anche se nella nostra parte del mondo spesso tocca procedere di equilibrio.
    Poi sono assolutamente d'accordo sul fatto che i bambini debbano avere consapevolezza del budget familiare e dei suoi limiti, anche questo insegna a diventare grandi. Bravi!

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