Bea e Filippo

Bea e Filippo

martedì 17 dicembre 2013

Smerdaug

Chi ha a che fare con bambini piccoli si abitua a trafficare con la cacca. Prima la si osserva nei pannolini per scovare eventuali anomalie. dalla prima cacca molle "da latte" si passa a quella delle prima pappe: evoluzione anche olfattiva. Poi il problema dopo lo spannolinamento è pulire i bambini e abituarli a gestirsi lo stimolo della cacca. La cacca è una specie di compagna di viaggio. E' anche simbolicamente segno di un corpo sano, armonizzato in tutte le sue funzioni. Il non fare la cacca è peggio che farla. O sbaglio?
Col passare degli anni il tema cacca evolve anche a livello di linguaggio: si passa a merda. Termine pregnante, dalle molteplici accezioni. Merda in senso dispregiativo, non necessitano spiegazioni. "Ho pestato una m....", "Che figura di m...": qui l'evoluzione simbolica eleva il termine a significanti più nobili. Ma chiari.
Si potrebbe continuare all'infinito, perchè di fatto di merda siamo tutti dei grandi intenditori.

Ma perché alla vigilia delle feste più buoniste dell'anno sto dedicando del tempo a questo tema? Non ho cose migliori, magari più natalizie, a cui volgere il pensiero e la mente?
Mi voglio togliere uno sfizio. E' il mio forcone privato, che condivido non tanto per cercare solidarietà, ma perché quando c'è il maldipancia spesso passa proprio grazie alla m... che se ne va.

Vengo al sodo: nel nostro Paese non riusciamo proprio a fare a meno della merda! Lo smerdaug (attività dello smerdamento, definibile con neologismo ad hoc) è lo sport preferito del nostro popolo. 
Non riusciamo a farne a meno. E' più forte di noi. Tocca tutti i lati della vita, dalla politica allo sport, dallo spettacolo  alla scuola, dal cinema alla vita di piazza. Siamo tutti amanti dello smerdaug: lo pratichiamo con instancabile dedizione. Lo tramandiamo pure con orgoglio. Lo coltiviamo come tratto distintivo di una popolazione che preferisce riempirsi la bocca di merda, piuttosto che spalarla.

Basta leggere i giornali, i commenti on line. Sostare nei bar, in qualche piazza, fuori da scuola, seguire i dibattiti televisivi, perdere un po' di tempo sui social o nei blog. E' tutta una gara a chi lancia più merda!
Il gioco è semplice: prendi una cosa/una persona/uno spettacolo/un evento/un pensiero/una proposta che funzioni abbastanza bene. Basta che sia nuova, interessante, vagamente intelligente. Basta che esprima creatività e rompa col  predefinito. Spesso è sufficiente che sia orientata al futuro e anche solo semplicemente al bene di qualcuno in generale e non in particolare. E' sufficiente che ci sia del positivo. Ecco allora che implacabile scatta lo Smerdaug di massa. Incalzante e professionale.
Una vera gara! Uno spettacolo! Perché da noi, in Italia, non può esistere qualcosa che cambi lo status quo! Non deve  esserci un qualcosa che funzioni o prometta di essere positivo!
No. Deve sempre (e per forza) avere sotto l'inganno o la fregatura e quindi il lancio della merda preventivo serve a spegnere ogni tipo di velleità. Il bravo, il bello, l'intelligente, il nuovo, l'utile in Italia non può esistere... ma scherziamo! Alle prime avvissagle Smerdaug a manetta!
Altro che rottamazione (o ripresa) non siamo i migliori nella "smerdazione"! 

Detto questo il mio vero problema è un altro! 
Io lo smerdaug ai miei figli non lo voglio insegnare!
Lo so sono una merda! ... 
ma lo prometto da domani sarò più buono!

2 commenti:

  1. Beh, smerdaug è decisamente più bello di macchina del fango ;)

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