Bea e Filippo

Bea e Filippo

giovedì 27 febbraio 2014

Bentornata Mamma (... e moglie)

... è quello di ritorno
[.... Poco fa: "Ti comunico che finalmente mi sto imbarcando. Sto per tornare! ... ricorda che arrivo domattina alle 11.00 a Linate!".]

Finalmente, la famiglia si riunisce.
Ieri sera Beatrice e Filippo hanno preparato un cartellone: Bentornata Mamma!
Lo devono ancora colorare del tutto ma stasera si finisce e domani la mamma lo potrà ammirare.

Diciotto giorni sono tanti. Al di là dell'ironia amplificata sui benefici che la mamma lontana avrebbe apportato alla vita familiare, questa sua assenza ha pesato. E non poco.
Ma domani torna. Finalmente.

Riconoscere che ce la siamo cavata bene non toglie nulla alle dinamiche di un'assenza importante. Tangibile.
Tecnicamente "tirare avanti" una famiglia da soli è possibile. Umanamente è un di meno.
Il vuoto si sente.
Non è solo una questione di cose in più da fare, di fatica, di preoccupazioni accentrate o di ritmi da ricalibrare. La quadra sul fare alla fine si trova sempre. Basta lasciarsi aiutare e dare ordine alle priorità. Non l'ho trovato né complesso né particolarmente complicato. Forse semplicemente perché "a tempo".

L'assenza, invece, mette in gioco altri fattori. Spesso dati per scontati. O trascurati.

La completezza. Essere tutti insieme è un'altra cosa. Si condividono pesi. Ci si confronta quotidianamente. La semplice presenza genera complicità e tranquillità. Parole, sguardi, sorrisi, umori. Il tutto mi da un senso di completezza all'esperienza di famiglia che l'assenza forzata un poco affievolisce. Il di meno, paradossalmente a volte sinonimo di apparente tranquillità, è meno: trasformarlo in guadagno o ricchezza proprio non ci riesco. la nostra vita di famiglia è più completa anche perché un po' più caotica con tutti presenti... ma che importa!
La complementarietà. Insieme ci si completa: in questo credo molto. E lo sperimento. I nostri figli lo percepiscono. Hanno voglia di mamma e papà. Magari gustano i momenti esclusivi, ma avendolo sperimentato fanno capire che il meglio è quando si sta insieme. Tutti uniti. E questo completarsi emerge nella sua evidenza proprio quando non c'è. E' un punto di vista che a me piace: non divisione di compiti ma completamento reciproco nel proprio modo di essere presenti in famiglia. Ci sono caratteri distintivi di mia moglie che completano, nel vero senso del termine, miei vuoti. Questo è il bello!
La complicità. A distanza non regge. Va da sé. ... Intendo quella familiare: delle azioni condivise. pensate insieme. Magari "aspramente" dibattute. Nella relazione con Bea e Filippo a volte contrastata, ma alla fine sempre chiusa con i sorrisi, velati o meno, compiacenti. Cresce col tempo. Si rafforza. Ma se uno dei due non c'è è un casino!

La presenza è preziosa. L'esserci, non importa se a volte frammentato o frettoloso. Se stanco o vivace. Fa comunque la differenza. Non c'è gara!
Però quando necessarie, anche le assenze un minimo servono. Risaltano certi aspetti che la vita quotidiana incamera come normali, senza riconoscere ingenuamente, quasi, che scontati proprio non sono!

Bentornata Mamma!




mercoledì 26 febbraio 2014

Regalo di Natale

Me lo stavo dimenticando! Ovvero... stavo per sbagliare data.
Ero convinto fosse venerdì. Per fortuna ho sbirciato il sito del corso e mi sono accorto della modifica del calendario! Altrimenti che fregatura!

Per fortuna, però, stasera lo apro il pacco.
In ritardo, apparentemente. Ma è pur sempre il mio regalo di Natale. Quello di mia moglie.
Come al solito lei bada al sodo. 
E quindi, anche per quest'anno, il regalo è il Corso di cucina.
Da Quaderni e fornelli. Si replica. Lo scorso anno partecipai alla lezione 10 piatti da 10 minuti, quest'anno si sale di livello: le carni di manzo e vitello.

La novità è che so come funziona: si impara a cucinare e poi si mangia. 
Ci si diverte perché si lavora in compagnia.
Le cuoche insegnanti sono davvero brave: simpatiche, molto competenti e con lo spirito giusto.

Stasera mi cimenterò con la Zuppa di Gulasch, il polpettone alla toscana, il filetto di manzo al rosmarino e con la vera cotoletta alla milanese cotta nel burro chiarificato.
... Ripeto: poi li si mangia insieme! Una vera goduria!

Lo ammetto: non vedo l'ora.
Cucinare e mangiare.
Imparare e assaporare in compagnia!
Che c'è di meglio.

E poi replicare!
Lo scorso anno alle prese con i "piatti veloci" riusci a memorizzare tre o quattro ricette che ho rifatto più volte a casa. Mi sono state estremamente utili: per variare il mio menù un po' scontato e per migliorare una tecnica culinaria oggettivamente grezza. Per divertirmi e apparire più bravo di quanto effettivamente sia.
Non basta guardare masterchef per imparare a cucinare. Serve pratica... e un po' di passione!

Sono pronto!

martedì 25 febbraio 2014

La notte di Montezuma!

 Diarrea Bambini (foto di repertorio...)
 Bambini Diarrea (... foto di repertorio)
Filippo è rientrato. Pimpante e allegro. Anche un bel colorito. 
La settimana valtellinese come al solito gli ha fatto bene.
Serata tranquilla. Cena con Bea. Qualche gioco e poi a nanna.
Ci manca la mamma. Ce lo diciamo, ma ormai mancano davvero pochi giorni al suo ritorno!
Come al solito alle 21.30 tutto tace.
Tutto perfetto.... almeno così sembrava!

E’ Notte.  “Papà, papà vieni?”. L’occhio destro a fatica si apre, cerca di guardare l’ora… ma senza occhiali è impossibile. Bella la sveglia nuova che mi hanno regalato per il mio compleanno ma i numeri in blu sullo sfondo azzurro per un astigmatico, pure un po’ miope e in pieno crollo da presbiopia, sono un flagello. Mi tocca mettere gli occhiali a aprire anche l’occhio sinistro. Sono le 2.13.
“Papà, papà, vieni, mi scappa la cacca e mi fa un po’ male la pancia”!
“Arrivo, arrivo”. Eccomi in camera di Filippo, lo prendo in braccio e lo porto in bagno.
Tranquillo espleta le sue necessità. Il suo sguardo però non mi lascia tranquillissimo… è pallidino e pure un poco sofferente.
“Papà mi sta venendo la cacca molle…”. Mi pareva che ci fosse il trucco: bisogno notturno, mal di pancia, cacca molle e volto pallido… qui ci siamo. Speriamo almeno che non si metta pure a vomitare.
Istintivamente faccio mezzo passo indietro. Non sono contrario per principio ai virus, ma quelli intestinali proprio non li sopporto. La diarrea, per essere concreto, non mi piace neanche un po’.
La faccio breve: il “Papà vieni” si è ripetuto alle 3.00, alle 4.20 e alle 6.00. 
Sempre medesimo film: mal di pancia e cacca molle… povero Filippo s’è cuccato una notte davvero movimentata. Ed io con lui!
Penso: Filippo non potevi prenderti il Virus dalla nonna in Valtellina... lei ti avrebbe accudito con la stessa cura, forse anche meglio!... Scaccio il pensiero... mica sempre si può cadere in piedi!

Alle 7.00 puntuale suona la sveglia. Beatrice pacifica viene da me ed esclama: “Papà, Filippo non si vuole svegliare”. “Bea neppure io per la verità – intervengo -… però Filippo lascialo in pace: questa notte, senza che tu te ne accorgessi, si è svegliato ben 4 volte. Per colpa di un virus… ha preso un po’ di diarrea. Quindi vestiti in fretta, lascialo stare che oggi lui rimane a casa.”
Mi alzo e vado da Filippo. Povero, dorme di gusto: la notte lo ha realmente stremato. Sembra non abbia febbre ma il volto è proprio provato.

Per fortuna la nonna è disponibile e quindi lo può accudire. Posso non prendermi ferie! Olè.
Al telefono con la nonna ci consultiamo.
“ Forse sarà utile sentire la Pediatra?” le chiedo.
“Vediamo come va questa mattina, tanto se gli è passata di solito consiglia di dargli i Fermenti Lattici, senza altri medicinali. A proposito ne hai in casa?”
“Crede? Magari è necessario qualcosa di più “pesante”!”
“Se non ricordo male anche lo scorso anno con Bea bastò quella?   Aspettiamo e vediamo.”
”In effetti. Ha ragione, ora ricordo pure io. Eventualmente se si ripresenta la diarrea ci pensa lei a sentire la pediatra?”
"Ci penso io, stai tranquillo".
La sana calma delle nonne.

Questa è stata proprio una notte passata a combattere con  la vendetta di Montezuma. 
Mi chiedo come farò a scavallare la giornata. Ma è così: i virus non hanno pietà e non controllano se all'esterno c’è luce o meno!

Maledetta diarrea!

mercoledì 19 febbraio 2014

Discesa ... con curve

La seconda settimana da papà single sta andando in discesa. Lo ammetto è quasi rilassante. Filippo è in vacanza da mia mamma in Valtellina: "Papà, io voglio stare dalla nonna otto giorni"... ed io profondamente rispettoso della voglia di autonomia dei miei figli l'ho assecondato.
A casa quindi siamo rimasti io e Beatrice. E naturalmente la colonia marina: tartaruga e pesci, tanti pesci. Sempre di più.

Bea forse per il fatto che non ha occasioni per bisticciare con Filippo, forse perché si accorge di essere serenamente al centro dell'attenzione, forse perché i ritmi che ci dedichiamo sono realmente pacifici è bravissima. Tranquilla. Ce la caviamo alla grande.
Se non fosse per i compiti di inglese che mi trovano impreparato... mi richiama sulla pronuncia. Lo ammetto sono molto più ferrato con le lingue morte.
Se non fosse per la continua e perdurante necessità di rifornire l'astuccio con quanto immancabilmente e misteriosamente smarrito (siamo ormai alla cifra record del decimo temperino e della dodicesima gomma).
Sto pure diventato un abilissimo "temperatore" di matite colorate. Velocità e precisione. Imbattibile.
La vesto in fretta senza critiche (di mia moglie) sugli abbinamenti o le distonie dei colori.
Ci mangiamo le nostre "porcate" preferite. ieri per sbaglio sulle chiacchiere m'è scappato il sale al posto dello zucchero: è riuscita a dirmi che non erano male.
Insomma, tutto molto sereno.

Ma c'è sempre il MA. 
Non tutto è perfetto. Ogni discesa ha le sue curve, da affrontare con prudenza.

"Pronto, ciao sono Gianfranco, volevo dirti che il mobile è pronto!". cavolo, il mobile che mia moglie ha fatto smontare per ricostruire e colorare... me ne ero dimenticato!
"Bene, perfetto. Quindi?". 
"Verrei domani a montarlo, ti va bene?"
"Certo, vieni pure, ti lascio le chiavi di casa e t'arrangi. Mi raccomando rimettilo in sesto secondo le indicazioni della signora, altrimenti mi cazzia... io mica ho capito come è stato modificato".
"Tranquillo, mi pare di aver capito i suoi desideri... male che vada ne aggiustiamo il tiro in seguito".
Sono in una botte di ferro.

"Papà, a carnevale all'asilo devo vestirmi da Gnomo. Me lo prepari tu il vestito, visto che non c'è la mamma!"
"Filippo, sei in Valtellina con la nonna, lei è bravissima a confezionare abiti di carnevale. Affidati a lei!"
"Papà, per la sfilata dell'Oratorio - pure Bea parte con le richieste - dovrei vestirmi da sportiva con una spada gigante... me la costruisci tu?"
Che cosa ho fatto di male? A me il carnevale non è mai piaciuto moltissimo. Mi sono riciclato in questi ultimi anni perché ai bambini piace... ma mettermi a preparare costumi proprio non ce la posso fare!
"Bea, non è obbligatorio vestirsi da sportivi... ma il costume da pirata che hai usato lo scorso anno non ti piace più?"

Ho urgente bisogni di supporto!!!











martedì 18 febbraio 2014

Compiti. Perché? Il dubbio di Bea!

Domenica aveva la luna storta. Non ne aveva proprio voglia. Alle mie insistenze Bea esclama: "Papà, perché devo fare i compiti?".
E' partito da qui un piccolo dialogo sul tema tra me e lei.

Lo racconto sui Nuovi Papà: Papà, perché devo fare i compiti?.

Non è semplice spiegarlo. Magari logico, all'apparenza, ma non del tutto scontato. E poi quando Bea mi ha domandato: "E tu li facevi?", lì non sono riuscito a mentire.

Comunque il tema è attuale, lo sarà sempre con la scuola come compagna di viaggio. Meglio chiarire le cose da subito!

lunedì 17 febbraio 2014

Pesci a scuola!


Cara Maestra di Beatrice (mia figlia)
sai che ti prendo davvero sul serio. Lo faccio per correttezza e rispetto quando ricevo proposte che reputo serie e interessanti.
Sono disposto a donare alla tua classe un piccolo acquario dotato di un numero indefinito di piccoli pesci. Inoltre lo fornirò provvisto di pompetta filtra acqua e di scogli esteticamente davvero gradevoli.
In omaggio avrete pure cibo in abbondanza. Cibo che sono disposto a fornire vita natural durante. Non vorrei mai che le ristrettezze in cui riversa la scuola si possano ripercuotere su quelle innocenti creaturine.
La razza dei pesci mi è ignota (ma prometto di informarmi e fornirvi tutte le informazioni necessarie), ma una cosa è certa: sono una specie robusta, dinamica, passabile esteticamente (soprattutto i maschi) e particolarmente feconda (anche se le madri poi si divorano gran parte dei piccoli appena nati ... starà a voi capire il perché!). 
Scorgo nella tua disponibilità una lungimirante visione educativa verso i bambini che potranno approfondire la natura e i suoi abitanti. E lo potranno fare in diretta! 
Scorgo nella tua proposta il desiderio di generare cura e attenzione verso creature all'apparenza indifese: un progetto sano e di lungo respiro. Come non condividerlo e appoggiarlo?
Aspetto tue indicazioni su come procedere al trasloco. 
Sarà per me una grande sofferenza. Puoi immaginare quanto attaccamento a queste piccole, semplici, dinamiche creaturine, ma per il bene dei tuoi alunni (tra cui c'è mia figlia) sono disposto a cotanto sforzo!
Lo faccio per il bene dei ragazzi e della scienza!
Ti chiedo solo di farlo in fretta, prima che cambi idea... o semplicemente per abbreviare il mio patire.
A presto!

giovedì 13 febbraio 2014

Vista e info...

Caspita... che vista dall'ufficio locale...
Il cielo grigio di Singapore non promette proprio nulla di buono!
E poi quei 32 gradi, di un caldo umido! Appiccicoso.
Un caldo che ti costringe ad un bagno rinfrescante in piscina prima di cena... scusa: dopo la lunga giornata di lavoro!
Cena organizzata in locale sulla spiaggia.... a mangiare polpa di granchio alle spezie!
Mi raccomando vacci piano con il piccante!

Comunque sappi che qui ce la caviamo bene. 
Il momento migliore è la mattina. La riorganizzazione degli orari regge alla grande... alle 7.45 siamo già pronti per uscire.
I letti non li faccio sempre, ma il resto sì... cambio pure l'acqua ai pesci e alla tartaruga, anche se la tentazione di portarli tutti nel laghetto del Parco Nord è sempre molto forte.
Alle 21.00 sono a nanna e quindi pure la sera scorre tranquilla!

I bimbi sono sereni, pensa che ieri mi hanno detto: "Se la mamma non c'è ti dobbiamo aiutare di più vero?". Lo ammetto sono bravissimi, oltre le mie aspettative.

Qui è in arrivo l'ennesima perturbazione, cheppalle!!!
Neppure per questo fine settimana posso fare una sana sciatina con i piccoli... vabbè andrò in Valtellina.

A presto! 






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